Le ultime attività in Sardegna sono un’ottima occasione per scoprire più da vicino i diversi momenti del restauro marino di Cystoseira sensu lato. Immergiamoci nelle acque cristalline della Sardegna con la nostra squadra!
Aprile - Il monitoraggio
Poco prima di Pasqua, le ricercatrici dell’Università di Trieste hanno svolto i monitoraggi preliminari per valutare lo stato di salute delle foreste marine dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre.
Con il supporto dello staff dell’Area Marina Protetta, il team ha dedicato una giornata al lavoro da terra per le specie intertidali di macroalghe di cui ci occupiamo, come Ericaria amentacea. Abbiamo monitorato due diversi siti e abbiamo raccolto campioni delle specie trovate, per selezionare possibili siti donatori per la raccolta estiva.
Due giornate sono state dedicate alle immersioni fra i 24 e i 30 metri di profondità. Abbiamo valutato la presenza e l’abbondanza di specie subtidali come Cystoseira crinitophylla.
Abbiamo effettuato fotoquadrati per valutare la distribuzione delle diverse specie e abbiamo raccolto campioni profondi per analisi tassonomiche molecolari e morfologiche da svolgere nei laboratori dell’Università di Trieste.
Giugno - La raccolta e la coltura
Proprio all’inizio dell’estate, lo staff dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre ha segnalato la fertilità di Ericaria amentacea. Le ricercatrici dell’Università di Trieste sono tornate in Sardegna insieme al team di biologi della cooperativa Shoreline. Hanno dedicato due intensi giorni di trasferta alla raccolta di apici fertili di questa specie.
Ericaria amentacea è una macroalga che vive nella zona di marea e la nostra squadra ha raccolto il materiale fertile da terra, senza bisogno di immergersi.
Dopo la raccolta, abbiamo selezionato gli apici per prepararli al trasporto verso l’Università di Trieste. Questa fase di selezione si chiama sorting e prevede la scelta degli apici migliori e una pulizia preliminare per facilitare le operazioni di laboratorio.
Una volta rientrate a Trieste, le nostre ricercatrici hanno posizionato gli apici sui dischetti di argilla in ambiente controllato. Una brusca variazione di luce e temperatura ha indotto il rilascio di gameti nelle vasche, dando inizio alla riproduzione. Giovani individui di Ericaria amentacea hanno iniziato a crescere sui dischetti, in attesa di ritornare al mare.
Agosto - Il traspianto
A metà luglio, le nostre ricercatrici hanno registrato una crescita sufficiente dei thalli di Ericaria amentacea sui dischetti di argilla. Abbiamo preparato le vasche e le strutture per non stressare troppo le giovani alghe durante il trasporto e la squadra formata dalle ricercatrici dell’Università di Trieste e dai biologi di Shoreline si è messa in viaggio verso la Sardegna.
Il sito ricevente nell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre è la “Sala da Ballo“, un breve tratto di costa rocciosa vicino al CReS, il Centro di Recupero del Sinis delle tartarughe marine e dei cetacei. In questo sito ricevente si trovano ancora ciuffi sparsi di Ericaria amentacea. Il nostro restauro è importante per permettere alla specie di ripopolare la scogliera.
Le condizioni meteo marine non sono state semplici nei giorni della trasferta: il maestrale ha soffiato incessante e il moto ondoso non ci ha dato tregua durante le operazioni. Nonostante la forza delle onde, siamo riusciti ad avvitare alla scogliera tutti i dischetti previsti.
Per minimizzare l’impatto ambientale, abbiamo avvitato i dischetti alla scogliera uno alla volta. Grazie ai trapani subacquei, i colleghi di Shoreline hanno forato la roccia e predisposto le viti a distanza regolare le une dalle altre. Il resto della squadra ha poi avvitato un dischetto per ciascuna vite, assicurandosi che fosse ben ancorato alla scogliera.
Nel giro di qualche anno, le giovani alghe che stanno crescendo sui dischetti ripopoleranno la Sala da Ballo con il loro tappeto di fronde e creeranno habitat per molte specie marine!


