Le innovazioni tecnologiche per i monitoraggi danno una spinta al progetto REEForest!
È piuttosto facile sorvolare una foresta e ottenere dati sugli alberi che la compongono e sulla loro distribuzione, così come è relativamente facile organizzare una spedizione per raccogliere campioni nella maggior parte degli ambienti terrestri.
Ma quando l’ambiente che si vuole studiare è sott’acqua, come si fa? Trovare nuovi modi per monitorare un luogo dove gli umani non possono rimanere a lungo e, soprattutto, non possono vedere quasi nulla a media distanza è sia impegnativo che stimolante.
Tre ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), esperti in monitoraggio ambientale marino, sono appena tornati da una delle loro numerose missioni nel Parco Nazionale del Cilento per condurre indagini con droni aerei e telecamere subacquee.
L’obiettivo: mappare la foresta di alghe brune di Cystoseira sul quel fondale.
I droni aerei (o UAV – Unmanned Aerial Vehicle), equipaggiati con telecamere ad alta risoluzione, sono importanti strumenti per indagare ambienti naturali e artificiali. Permettono di esplorare vaste aree, anche impervie come le scogliere, rapidamente e acquisendo informazioni e immagini georeferenziate di alta qualità a un costo relativamente basso.
I droni sono stati utilizzati insieme a telecamere subacquee: gli habitat rilevati dall’alto possono così essere identificati sul campo. Le immagini georeferenziate ad alta risoluzione ottenute sono preliminarmente elaborate per consentire un’identificazione iniziale degli habitat marini. La post-elaborazione delle immagini per la generazione di ortomosaici e altri prodotti utili per la successiva fase di classificazione automatica degli habitat richiede più tempo e l’utilizzo di software specifici da parte di personale qualificato con specifiche competenze tecniche e scientifiche.
Le indagini per REEForest si svolgono durante le stagioni primaverili nell’AMP di Santa Maria di Castellabbate, in particolare nel Golfo di Ogliastro e Punta Licosa, aree dove la Cystoseira è naturalmente presente.
È stata scelta la stagione primaverile perché è il principale periodo di riproduzione di questa alga e si registra generalmente la massima biomassa: la Cystoseira più facilmente rilevabile attraverso i rilievi con i droni.
Stiamo sperimentando questa tecnica integrata di indagine tra droni e immagini subacquee per fornire uno strumento utile, efficace e veloce per il monitoraggio ambientale degli habitat di Cystoseira.
Questa attività consentirà di dare indicazioni operative e uno specifico protocollo metodologico per lo svolgimento di indagini per la mappatura delle aree forestali di Cystoseira; queste tecniche di indagine saranno successivamente trasferite anche a diversi utenti in altre Aree Marine Protette.
Siamo certi che queste tecniche, usate assieme al regolare monitoraggio sottomarino con i subacquei, possano aiutarci a scoprire i segreti della specie Cystoseira, aumentando la nostra efficacia nel restauro!


