Per assicurare la buona riuscita di un intervento di restauro è importante partire al momento giusto. Per questo, occorre monitorare la maturità delle strutture riproduttive della specie di macroalghe del gruppo Cystoseira sensu lato da ripristinare.
Il periodo dell’anno in cui gli apici sono fertili può variare molto, sia tra luoghi che tra specie diverse.
Se, però, a partire dalla fine dell’inverno è relativamente facile notare a occhio nudo dei rigonfiamenti nella parte terminale delle fronde che possono far sospettare la fecondità della specie, per esserne certi occorre addentrarsi nel mondo microscopico.
Le strutture chiare e ingrossate terminali di Cystoseira s.l. sono proprio i ricettacoli, la parte del tallo algale che contiene le strutture atte alla riproduzione.
Il tempismo è essenziale: una raccolta sul campo anticipata o tardiva può vanificare ogni sforzo in fase di coltura.
Per questo, prima che le parti fertili vengano colte, le nostre ricercatrici valutano la fecondità delle specie di Cystoseira s.l. grazie ad analisi visive in laboratorio.
Sulla superficie dei ricettacoli sono presenti dei pori chiamati ostioli. Ognuno di essi si apre su una cavità chiamata concettacolo, all’interno del quale possiamo trovare i gametangi femminili (oogoni) e maschili (anteridi).
Ricordiamo infatti che la Cystoseira s.l. è ermafrodita: ogni tallo può ospitare sia l’apparato riproduttore femminile che maschile.
Per valutare lo stadio di maturità del campione si preparano sezioni sottili dei ricettacoli per osservare allo stereomicroscopio i concettacoli, valutando la numerosità e la dimensione degli oogoni. L’ingrandimento necessario per apprezzare la presenza dei gameti è di 4x.
Quando le ricercatrici rileveranno i parametri ottimali che indicano una fertilità elevata, la squadra partirà immediatamente per il luogo di raccolta.
La raccolta di apici fertili avviene nella zona più vicina al sito ricevente in cui viva una popolazione di Cystoseira s.l. ancora abbondante e in salute. La raccolta avviene senza danneggiare i talli da cui vengono staccate le fronde fertili, che rilasceranno gli embrioni direttamente sopra ai dischetti d’argilla dove cresceranno poi le nuove alghe.
L’intero processo segue l’esperienza maturata negli anni per aumentare le probabilità di ottenere una coltura abbondante e resiliente. In questo modo ci assicuriamo che le fasi successive al traspianto conducano a un restauro efficiente e duraturo.


